settembre 05, 2010     |
Scott Neeson ed i suoi bimbi

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Scott Neeson ed i suoi bimbi

 

Qualche tempo fa ho letto su un quotidiano la storia di Scott Neeson, presidente della foxinternational, che aveva abbandonato una vita ricca ed agiata e  venduto  tutte la sue proprietà per fondare un centro di assistenza per  bambini  orfani (Cambodian Children’s Fund ) e che  sono costretti ad una vita terribile alla ricerca di  materiali ferrosi o scarti industriali nella più grande discarica a cielo aperto di Phnom Penh in Cambogia, oppure mendicando per le vie di questa città. Sono stato incuriosito dalle motivazioni che avevano spinto una persona che poteva avere tutto dalla vita o forse ammiravo già da allora il suo coraggio nel prendere una decisione cosi importante.

 

Al mio arrivo mi ha colpito il traffico caotico che  regnava sovrano per le strade.Si poteva assistere ad una lotta impari tra miriadi di motorini che sfrecciavano in tutte le direzioni circondando le ormai numerose auto che rassegnate dovevano farsi largo a fatica. Phnon Pheh È una città ormai protesa verso un rapido sviluppo economico che però produce anche dei danni socio ambientali terribili.

La Cambogia inoltre fatica ancora a liberarsi del suo orribile passato dove migliaia di persone sono state sacrificate in nome di una impossibile  utopia. In questo massacro infatti fu eliminata un’intera classe sociale colpevole solo di aver ricevuto una certa istruzione.

 

Il mio amico Mauri ed io abbiamo provato un certo feeling per questa città asiatica cosi' vitale e cosi' diversa dalle nostre  che ci sembrano assopite in una  sorta di torpore. Abbiamo contattato subito Scott  che è venuto a prenderci in albergo. Sin dal primo istante si poteva percepire attorno alla sua persona una grande energia empatica. Confesso che ho fatto una fatica terribile a seguire tutti i suoi discorsi, dato il mio inglese scolastico, parlava molto velocemente e sovente mi trovavo ad annuire senza capire perfettamente il significato di quello che mi stava dicendo. Nessuna domanda in merito alle possibili situazioni  che l’avevano spinto a fare una scielta cosi’ drastica perché ho capito da subito di aver dinnanzi una persona profondamente motivata, frutto di un profondo e rdicale cambiamento. In fondo non é quello che tutti noi vorremmo realizzare nel corso della nostra vita?

 

 Ci accordammo per una visita al centro da lui fondato (CCF) e che attualmente ospita circa 250 bambini di tutte le età. In questa struttura vengono svolte molte attività di studio e di ricreazione (inglese,danza ,uso del computer ecc) Inoltre è stato da poco aperto un forno che produce il pane per tutta la comunità e che in parte viene anche venduto ad alcuni ristoranti.

 

Quando siamo arrivati alla scuola tutti i bimbi erano impegnati a seguire le  lezioni, ma appena hanno visto Scott lo hanno ricevuto con un festoso saluto, lui li conosceva uno a uno ricordandosi perfettamente i nomi di tutti,  le loro storie, che mi raccontava man mano se ne presentava l’occasione.

Regnava una profonda armonia, era una grande famiglia nella quale anche noi sbigottiti ed un pò imbarazzati siamo stati accolti. I bimbi cercarono subito un contatto anche con noi che in fondo eravamo degli estranei, prima con un rispettoso saluto tradizionale e poi prendendoci con più familiarità per mano.

Abbiamo passato alcune ore con i bimbi,  poi ci siamo mesi d’acordo per accompagnare Scott il giorno seguente nel luogo dove lui si reca quasi quotidianamente  per aiutare una popolazione emarginata che vive  in una baraccopoli ai bordi della  pattumiera di Phnom Penh ! 

Non abbiamo dovuto percorrere molta strada per passare dal paradiso all’inferno, infatti ci vollero solo venti minuti per raggiungere la nostra meta. È bastato  imboccare una strada secondaria e ci siamo trovati di fronte ad una serie di casupole costruite con ogni mezzo di fortuna nelle quali viveva una popolazione diseredata e priva di tutto.

 

Appena siamo arrivati una miriade di bimbi ci è venuta incontro,  sapevano che da li a poco avrebbero ricevuto del latte  di soia vitaminizzato e del cibo, quindi in modo tutto sommato ordinato si misero in fila aspettando il loro turno. Dopo aver terminato la distribuzione ci avviammo seguendo un sentiero verso la parte periferica del villaggio. Non ci misi molto ad accorgermi che era sorto nei pressi di un’immensa pattumiera dove camion provenienti da tutta la Cambogia e dal Vietnam venivano a scaricare i loro rifiuti. Colonne di fumo nauseabondo si alzavano attorno a noi, bisognava stare attenti a dove si mettevano i piedi perché improvvisamente si rischiava d’essere risucchiati da una sorta di sabbie mobili formate da raccolte di acqua ricoperta da rifiuti.

 

I bimbi che ci accompagnavano  per niente intimoriti, si muovevano con grande disinvoltura a piedi scalzi, tenendoci per mano ed indicandoci il percorso più sicuro. Ci siamo avvicinati alla zona della discarica, incontrando in mezzo al fumo una miriade di persone che armate di uncini frugavano nel pattume alla ricerca di scarti da riciclare. Camion dopo camion continuarono a lavorare incuranti del calore e dei miasmi che come una  sorta di prigione  li circondava.

 

Al ritorno, silenziosi, ci siamo puliti con salviette detergenti, consci di aver vissuto in prima persona un esperienza molto forte. Ho chiesto a Scott se potevo rendermi utile in qualche modo,  lui mi ha orgnizzato, con il solito suo entusiasmo, per il giorno seguente una serie di visite odontoiatriche per stabilire delle priorità terapeutiche. Ne sono stato enormemente felice anche se purtroppo ero consapevole che non avrei potuto fare molto senza un’ attrezzatura adeguata. Con mia sorpresa mi fu recuperata una sorta di piccola poltrona con cui iniziai il mio lavoro.

 

All’indomani siamo ritornati al villaggio dove ho visitato altre persone che sono state inserite in un programma terapeutico concordato  con una struttura odontoiatrica locale che avrebbe eseguito le terapie da me segnalate. Mi sono sentito veramente inadeguato, non potendo intervenire per mancanza di mezzi, venendo comunque ricambiato da  sorrisi di gratitudine. Scott mi promise che per la prossima volta avrebbe affittato uno studio dentistico, in modo tale da consentirmi di svolgere il mio lavoro. La sera seguente i bimbi della comunità ci hanno fatto un’altro meraviglioso regalo. Organizzarono una recita teatrale in nostro onore, dopo di che, con una certa tristezza, lasciammo il CCF, abbracciando Scott e ringraziandolo per l’ospitalità e per tutto quello che aveva fatto per noi.

 

In cur mio sento che ritornerò in Cambogia per aiutare questa persona nella sua missione. Riflettendo alcuni giorni dopo , in merito a questa esperienza magnifica, mi sono reso conto che la vita, prima o poi, ci regala una motivazione per attuare magari qualche piccolo o grande cambiamento...forse il più delle volte i nostri occhi non sono in grado di vedere e le nostre orecchie di sentire .

 

 

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